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sibariSìbari: (in greco antico Σύβαρις, traslitterato in Sybaris) fu una città della Magna Grecia sul mar Ionio, affacciata sul golfo di Taranto, tra i fiumi Crati (Crathis) e Coscile (Sybaris), riuniti a circa 5 km dal mare ma una volta con foci indipendenti; nel ventunesimo secolo è una frazione del comune di Cassano all'Ionio e si basa su un'economia prevalentemente turistica.
« Non credo che esista in nessuna parte del mondo qualcosa di più bello della pianura ove fu Sìbari. Vi è riunita ogni bellezza in una volta: la ridente verzura dei dintorni di Napoli, la vastità dei più maestosi paesaggi alpestri, il sole ed il mare della Grecia. »
Sìbari fu fondata tra due fiumi, cui i coloni diedero il nome di Crati e Sìbari, alla fine dell'VIII secolo a.C. da un gruppo di Achei provenienti dal Peloponneso. Secondo Strabone, Sìbari fu fondata da Is di Elice.[1] Sempre Strabone ci fa sapere che la città governò su quattro tribù e 25 città, fece guerre contro i Crotoniati con 300mila uomini e che i suoi abitanti riempivano un circuito di 50 stadi (circa 9 km).[1].
Nel 510 a.C., dopo una guerra durata 70 giorni, i Crotoniati conquistarono la città, deviarono il fiume e la sommersero[1]. Nel 444-443 a.C. ci fu la fondazione panellenica di Thurii, dal nome di una fonte nelle vicinanze[1]. In seguito Thurii fu assoggettata dai Lucani. La città ridusse la sua rilevanza e nel 193 a.C. i Romani vi dedussero una colonia, cui diedero nome Copia[1]. Nell'84 a.C. fu trasformata in municipio e in periodo imperiale, nel periodo I-III secolo, si sviluppò nuovamente. Nel corso del V-VI secolo d.C. iniziò a decadere, per l'impaludamento della zona. Un secolo dopo l'area era completamente abbandonata. L'hotel Celestina propone escursioni per visitare Sibari.
Tutti gli storici del mondo antico affermavano che Sibari era la colonia più fiorente della Magna Grecia, ma questa aveva tutti i mali e i vizi del mondo.

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